L'arte di far debordare le storie:
intervista a Sophie Fatus
L'arte di far debordare le storie: 
intervista a Sophie Fatus Nata a Parigi in una famiglia di artisti, Sophie Fatus non poteva che avere il disegno nel suo destino. Dopo il trasferimento a Firenze, comincia a collaborare con Fatatrac per la quale realizza moltissimi libri tra cui le Carte in tavola. In occasione delluscita del Calendario 2018 di Fatatrac e del suo nuovo libro, Buonanotte e Pizzicotto, abbiamo fatto due chiacchiere con lei.

Come nata lidea di Buonanotte e Pizzicotto?
Lidea nata partendo da un giochino famoso che facevamo da piccoli e fanno tuttora i bambini in Francia: Pizzichino e Pizzicotto vanno in barca, Pizzichino cade in acqua, chi rimane sul battello? (in francese: Pincemi et Pincemoi sen vont en bateau, Pincemi tombe leau. Qui est-ce qui reste?), che poi ho ripreso come prima strofa del libro. Mi piaceva lidea di sviluppare questo concetto per rendere divertente e invogliante il momento, non sempre apprezzato dai bambini piccoli, di andare a dormire.

Il Calendario 2018 illustrato da te: la prima volta che ti cimenti con un prodotto del genere?
Nel 2007 ho gi avuto il piacere di illustrare un calendario per Citt del sole.

Le illustrazioni dei mesi sono dedicate ai segni zodiacali: come mai questa scelta e come ti sei rapportata allenorme quantit di illustrazioni sul tema?
Molti segni zodiacali sono animali o animaleggianti e, di fatto, si prestano bene a ogni genere di fantasia, soprattutto se rivolti a un pubblico non solo adulto. Adoro disegnare animali in tutte le loro sfaccettature e mi piaceva lidea di mescolare i loro Segni con fiori e natura di stagione, cos da uscire dai criteri classici dello zodiaco e poterli rendere pi estrosi e sognanti.

Come nascono i tuoi libri per bambini hanno una lunga gestazione, segui le richieste degli editori e degli altri autori con cui collabori ecc.?
I libri nascono sia di idee primarie mie con testo personale, sia da richieste specifiche degli editori, o anche dagli autori stessi. Quelli che nascono da me, spesso partono da un flash improvviso, a volte visivo, come una immagine, un personaggio, un colore, o a volte mentale come un pensiero che poi mi tartassa per mesi, costruendosi via via nella mia mente, e cercando il varco per uscire non proprio nudo e grezzo ma vestito alla meglio e foderato in un suo nido immaginario che poi sar la trama. In ogni caso, sia che nasca prima lidea oppure limmagine, a farli appunto da nido una sorte di club interiore per idee single che si prodiga immediatamente per farli incontrare o inventare loro il partner ideale a fine di una valida unione, in questo caso la storia. Quando invece devo illustrare un testo proposto dalleditore o da un autore, la mia ricerca quella di affiancare al meglio lidea proposta, di farla galoppare nutrendola di colori e arricchendola, a volte per farla debordare e permetterle di esplodere o a volte in maniera pi delicata ed educata per lasciarla sussurrare.

Sei nata in una famiglia di artisti: pap architetto, mamma pittrice, una sorella scultrice e una stilista, il fratello clown. Come avrebbero preso lidea se tu fossi diventata, per esempio, avvocato o ingegnere?
Mah! Ce lo chiediamo tutti, loro compresi. Ma credo non sarebbe mai potuto succedere che io avessi potuto diventare altro da quello che sono Era troppo bello e invogliante il mondo dellarte: il retrobottega dello studio di mio padre era pieno di colori, di materiali, modellini, carta e cartoncini con i quali ogni gioved pomeriggio i miei fratelli e io costringevamo i suoi collaboratori a realizzare con noi capelli da cowboy, castelli di fate oppure opere altamente contemporanee; i negozi irresistibili di materiali per artisti; lodore di legno della segheria dove mia madre si forniva, offrendoci poi una paghetta per aiutarla a lisciare e scartavetrare quei legnetti che poi avrebbe dipinti. Tutto questo era per noi magia, vita quotidiana e fonte infinita dimmaginazione. Eravamo segnati. Anche in famiglia, rispetto ai cugini e ai parenti molto pi classici di noi, venivamo considerati gli strambi parigini, gli artisti e ci piaceva tanto!

Come hai scelto la tua strada di illustratrice e autrice per linfanzia?
Da piccola mi ritagliavo antenati di pop up e libricini di carta disegnata, del tutto inconsapevole che sarebbe stato il mio futuro. Sempre grazie ai miei genitori e a una scuola primaria ed elementare eccezionale (LEcole Alsacienne), dove facevo ceramica, pittura, disegno, scultura, rimasi affascinata da tutte le forme di espressioni. Ho poi studiato architettura (lunico punto fermo per ognuno in famiglia!) alluniversit, e poi belle arti. Infine, nel bisogno di evadere dal troppo tutto e di trovare un mio percorso personale, sono venuta a Firenze. L, ho avuto la fortuna di conoscere e collaborare subito con Fatatrac, allora appena nata, e con la quale siamo pi o meno cresciuti insieme. Ho poi scoperto la Giunti, la fiera di Bologna, altri editori: la mia strada ormai era imboccata. Nei momenti pi difficili, ho poi scoperto (nel mio piccolo) di saper anche scrivere. Non ho per mai perso il gusto della pittura, della scultura e del design, che a loro modo sono sempre per me un polmone aperto di aria fresca e di rinnovo.